L’arte che cura al telefono. Intervista a Mattia Braghero


Foto Filippo Manzini

Essere uno degli attori/cantanti delle Consultazioni poetiche/musicali al telefono: quali le differenze incontrate nel passaggio tra la parola e il canto?

In un momento in cui i teatri sono costretti a chiudere i loro spazi fisici, sicuramente occorre immaginare nuove occasioni di incontri con il pubblico come, appunto, le Consultazioni poetiche e musicali, dirette da Emmanuel Demarcy-Mota – frutto della collaborazione tra il Teatro della Pergola di Firenze e il Théâtre de la Ville di Parigi – in cui gli artisti chiamano al telefono le persone iscritte. Il processo di selezione di una poesia o di una canzone è più o meno lo stesso, nel senso che seguiamo un procedimento unico: parliamo con le persone che contattiamo per cercare di capire il loro stato d’animo, così loro ci raccontano il periodo che stanno vivendo e ciò che accade nelle loro vite. In base alla risposta da parte di questo pubblico al telefono, noi attori e cantanti scegliamo la poesia o la canzone da dedicargli. Il mio percorso personale comincia con la musica e, solo in seguito, mi sono avvicinato al teatro: per me, infatti, cantare è qualcosa di più immediato rispetto a leggere una poesia, ma entrambi questi linguaggi comunicativi – la parola e il suono – rispecchiano le emozioni e arrivano alla profondità di ogni individuo, all’anima di ogni essere umano. Le Consultazioni rappresentano un modo per stare in contatto diretto con gli spettatori: in questo periodo si può usufruire della visione di spettacoli in streaming, mentre con le Consultazioni il contatto tra l’attore o il musicista e il pubblico è immediato. La comunicazione è one to one, da un individuo all’altro, e questo forse è l’aspetto più singolare: in genere in teatro la comunicazione avviene in maniera più ampia, il rapporto non è mai uno a uno.

 

In questo speciale tipo di comunicazione ‘uno a uno’, qual è l’emozione che più accomuna tutti gli spettatori?

L’incertezza, questo è il sentimento prevalente. Stiamo vivendo un periodo storico caratterizzato dall’incapacità di progettare un futuro, di intuire una prospettiva, mentre durante il primo lockdown la sensazione era quella di intravedere una luce in fondo al tunnel. Adesso, in questa nuova fase così complicata, la perdita di prospettiva è totale e, dunque, il bisogno di parlare impellente. Il pubblico al telefono è eterogeneo: bambini, adulti, persone molto anziane; inoltre, abbiamo fatto Consultazioni con medici, insegnanti, studenti, veramente con ogni tipologia professionale… Attraverso il dialogo a due, il medico-artista sceglie una poesia o una canzone adatta allo stato d’animo dell’interlocutore e la esegue al telefono, come una sorta di prescrizione poetica.

 

Perché, dal suo punto di vista, questi spettatori si iscrivono alle Consultazioni? Qual è il sentimento che li spinge?

In tutto il mondo sono state effettuate oltre 10.000 Consultazioni, in 22 lingue diverse. Ciò che le accomuna è il senso di solitudine delle persone che si iscrivono, legato a questo periodo storico, e la conseguente necessità di parlare; il desiderio di essere ascoltati e non solo dagli amici o da quelle persone che in genere sei abituato a frequentare. Queste modalità di Consultazioni garantiscono l’anonimato: noi artisti chiamiamo da un numero sconosciuto e il pubblico, rispondendo, sa che si tratta di una piccola parentesi all’interno della quotidianità. Probabilmente non avremo più contatti gli uni con gli altri, quindi è come se esistesse uno spazio protetto in cui è possibile raccontarsi e regalarsi una fragilità che normalmente è difficile concedersi. La ricerca della bellezza, questo è il vero movente che sta dietro ad ogni Consultazione.

 

In un momento – forse più di ogni altro – dettato dalle difficoltà pratiche del vivere quotidiano, l’unico rifugio possibile risiede nella poesia della parola e della musica?

Tra le poesie o i brani musicali che emotivamente, in qualche modo, sono in grado di curare l’anima – sto stilando il mio ricettario poetico personale – io metterei sicuramente le canzoni Sogna, ragazzo, sogna di Vecchioni e La cura di Battiato, le poesie Angina Pectoris di Nazim Hikmet, La nostra paura più profonda di Marianne Wilson e Sii dolce con me. Sii gentile di Mariangela Gualtieri. Questo è l’aspetto più bello delle Consultazioni e anche quello che maggiormente ci sorprende, anche se in realtà non dovrebbe essere così, perché alla fine non tutto gira sempre intorno alla produzione materiale e al denaro. Tante sono le cose che ci rendono umani: noi dobbiamo soltanto comprenderle e comunicarle, per riuscire a farle nostre. Sono tutti pezzi poetici che oltrepassano la razionalità e arrivano a toccare le nostre corde più interiori.

Angela Consagra


Consultazioni poetiche al telefono


   Informazioni e prenotazioni

Le Consultazioni poetiche e musicali sono eseguite gratuitamente dal lunedì al sabato, dalle 17 alle 19.

Ciascun “consulto” ha una durata di 10-20 minuti.

Per partecipare è necessario prenotarsi qui dove – specificando fascia d’età (ci saranno anche consultazioni specifiche per 8/12 anni e 13/16 anni), telefono, mail, Paese e città – sarà possibile scegliere data, orario e lingua della conversazione.

Per ulteriori informazioni è attivo l’indirizzo e-mail consultazioni@teatrodellatoscana.it.