Spettacoli che girano

Parliamo sempre di spettacoli che girano, e festival che si fanno, il tutto come eredità anche solo parziale del nostro Dopo la prova, la piccola rassegna di start-up scenici che abbiamo organizzato negli ultimi due anni.

Già detto di Paola Vezzosi e del suo Non è cosa da tutti, c’è da parlare degli Omini, e del loro organizzato disturbo alla quiete della vita teatrale. Dopo il meritato Premio Enrique dell’anno scorso, continuano ad andare giù e su per l’Italia con La Famiglia Campione (per sei date dal 25 al 30 saranno al Rialto Santambrogio di Roma). Gli Omini sono il setaccio della scena applicato alla vita vissuta e alla lingua parlata, una sorta di Deschiens (la mitica famiglia di Deschamps) italiani con l’uzzolo del raccontare. Sono il panno spugna che passa sulle storie della gente e le strizza sugli astanti spettatori. Che potessero proseguire a lungo il loro viaggio per l’Italia era l’auspicio della partecipazione a Dopo la prova.

Volgiamo lo sguardo ora in alto, a mezza costa sulla collina che diventa montagna. Lì troviamo le Caldine, ultimo baluardo fiorentino prima di entrare nel primo Mugello, e lì troviamo Il Sole d’Inverno, la stagione del Teatro Solare nello spazio scenico ospitato dentro il locale circolo ARCI. Teatro Solare vuol dire Teatro dell’Elce, che nel 2013 portò a Dopo la prova l’affascinante Farruscad e Cherestanì. Dal 24 novembre al 5 dicembre c’è in scena il loro storico Cinquanta!, epopea dell’Italia che trottava verso il boom economico. Andarlo a vedere è un buona scelta, a nostro modesto parere.