HAPPY BIRTHDAY MR. MARLEY

Alla Pergola un inno a un’icona intramontabile. L’eredità artistica e umana di Bob Marley è una suggestiva opportunità per lavorare sulle strane parentele che esistono tra mondi solo apparentemente lontani. Marley era musicista e poeta, africano e inglese. Happy Birthday Mr. Marley è teatro canzone che ripercorre la vita e il pensiero di Bob Marley attraverso le sue canzoni cantate dal vivo. Con Véronique Nah e Guido Masi. Regia di Véronique Nah e Alessandro Libertini.

Giustizia, speranza, amore…
Intervista a Véronique Nah e Alessandro Libertini

Come nasce, e perché, il vostro omaggio ad una figura come Bob Marley?
Quest’anno, Bob Marley avrebbe compiuto 70 anni. Questa ricorrenza c’è apparsa una fantastica occasione per pensare ad uno spettacolo teatrale che avrebbe messo in luce il valore inestimabile di questo grande artista.

Che cosa trovate affascinante in questo personaggio particolare, così carismatico e allo stesso tempo popolare?
Ciò che più ci affascina nel suo modo di fare musica è la capacità straordinaria di affrontare la complessità della vita in modo semplice e diretto. Attraverso le sue canzoni, ha parlato di giustizia, speranza e amore a milioni di persone, senza distinzione di culture, d’istruzione e di età. Bob Marley è stato poeta e uomo di pace. Ascoltarlo e riascoltarlo, ci aiuta a capire il nostro tempo.

Che tipo di ricerca ha condotto alla creazione della scrittura e di questa tessitura drammaturgia?
Montagne di libri, video, riviste, documenti internet, si sono resi necessari non solo per studiare l’opera musicale e testuale di Bob Marley ma anche per conoscere il contesto sociale, politico e culturale in cui si era formato.

Gli ideali sostenuti da Bob Marley che più hanno colpito e continuano ad impressionare generazioni di spettatori – l’aspirazione alla giustizia, alla speranza e all’amore – in che modo contribuiscono a creare un filo narrativo nello spettacolo?
Nello spettacolo, mettiamo ogni spettatore, ogni spettatrice nella condizione di fruire piacevolmente della musica e dei testi delle canzoni di Bob Marley che veicolano questi ideali. La loro traduzione in italiano e l’interpretazione musicale in inglese hanno ispirato semplici, efficaci e ludiche strategie teatrali in cui si dipana il filo narrativo dello spettacolo.

Nel vostro spettacolo come si unisce la musica alla parola?
Oltre al canto, nello spettacolo spesso si declamano, si recitano le parole delle canzoni come se fossero la materia di un testo poetico o di un testo teatrale. L’intenzione è di ripercorrere, attraverso un’artista del nostro tempo, il processo creativo che ha interessato tutta la storia della musica: come trasformare un testo in vocalità o come dotare di parole le note musicali.

L’impianto registico, proprio dal punto di vista della messinscena, che direzione segue?
Nei nostri spettacoli, ogni parola, ogni gesto, ogni movimento di suono e di luce sono significativi e funzionali. Tutti questi elementi sono minuziosamente dosati, regolati e registrati in una “partitura” che costituisce la messa in scena.

Che tipo di costruzione e di attenzione richiede uno spettacolo pensato per un pubblico di bambini e ragazzi? Come cambia la vostra preparazione quando lavorate per degli spettacoli rivolti ai non-adulti: in questo caso occorre una differente preparazione?
Amiamo trattare temi che possono interessare tanto gli adulti che i ragazzi. Per noi è importante creare delle opere d’arte che hanno coerenza e capacità di parlare alla mente e al cuore di ogni spettatrice, ogni spettatore.

E infine, se posso chiedervi, una vostra definizione di teatro: che cos’è il teatro per voi?
Per noi, il teatro è un luogo di sperimentazione, di produzione di pensieri ed emozioni. In questa misteriosa circolazione tra scena e sala si incontrano e si mettono in comune intimità diverse.

[Angela Consagra]

 

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