Percorsi di alta formazione post universitaria


Foto Filippo Manzini

Ai giovani, per la loro formazione come artisti e come pubblico, il Teatro della Toscana si è sempre dedicato.

In quest’ottica prosegue la collaborazione fra la Fondazione, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’Accademia Teatrale di Firenze.

Il progetto TESS prevede un percorso pluriennale di alta formazione e ricerca applicata per la creazione del Tecnologo di Sintesi Scenica: una figura professionale completa che integra la formazione culturale di stampo umanistico-artistica e quella tecnologico-scientifica.

Alla conclusione del percorso il TESS dovrà padroneggiare competenze tecnologiche e digitali specifiche, con particolare riferimento alla realtà virtuale e aumentata, per essere in grado di applicarle alla produzione di nuove forme rappresentative con un elevato coinvolgimento del pubblico ed all’elaborazione di sistemi pedagogici integrati. Congiuntamente, saprà muoversi nell’estetica del teatro europeo conoscendone gli aspetti storico-critici.

Marina Tanaka è stata individuata come vincitrice dell’assegno di ricerca previsto.

La Fondazione le ha richiesto di approfondire i fondamenti culturali delle arti performative, dalla storia della drammaturgia alla scenotecnica. Due anni, cinquantacinque settimane, più di millequattrocento ore di tutoraggio: questi, in concreto, i numeri della collaborazione profusa presso il Teatro della Pergola.

L’estetica del teatro contemporaneo potrà essere studiata grazie alle coproduzioni internazionali del Teatro della Toscana, l’arte drammatica come luogo di tutte le arti e tutti i saperi grazie al portato di Orazio Costa Giovangigli ed al suo esempio di pedagogia.

Contemporaneamente si procederà alla diffusione nella comunità scientifica dei risultati e degli schemi operativi originali testati con la supervisione di Massimo Bergamasco, docente di Meccanica dei robot del Laboratorio di robotica percettiva PERCRO dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione) e con Pietro Bartolini, direttore dell’Accademia Teatrale.

Questo progetto concorre alla realizzazione della connessione fra discipline che possono essere apparse, fino ad ora erroneamente, funzionalmente distanti ed alla continua valorizzazione delle due anime di tradizione e innovazione che convivono nella Fondazione.

 

 

Il compenetrarsi di tradizione e innovazione è un’occasione di ricchezza, una necessità per avere una padronanza solida ed una visione completa delle arti performative.

Una consapevolezza, questa, ben rappresentata dal background di Marina Tanaka che, dopo una Laurea al DAMS di Bologna ed una all’Università di Tokyo in New Media, indaga il rapporto fra spazialità, suono e luce dal punto di vista sia artistico che tecnologico, realizzando cinque progetti di allestimenti di mostre, assistenza alla regia e sonorizzazioni, fra Roma, Pisa e Torino. Un apparente ossimoro se si guarda alle sue origini: proviene, infatti, da una famiglia che concorre al proseguimento della più nota tradizione giapponese (la madre è titolata ad eseguire la vestizione ufficiale del kimono, i nonni erano stilisti che sceglievano e cucivano i tessuti cerimoniali).

Nei mesi appena trascorsi l’assegnista non ha risparmiato domande né rinunciato ad un alacre lavoro con nessuno dei docenti del progetto, nella disposizione tipica di chi sente di condividere un percorso di crescita reciproca.

Al Teatro della Pergola il domani è già presente ed è tutt’altro che astratto, è un quotidiano cammino insieme ai giovani.

 

Claudia Filippeschi